Paradisìaca, una mostra per celebrare il rapporto uomo-natura. Alla Galleria SACCA dall’11 maggio al 28 giugno 2024

COMUNICATO STAMPA

 

PARADISÌACA
a cura di Giovanni Scucces
11 maggio – 28 giugno 2024
vernissage sabato 11 maggio ore 19
SACCA gallery – Modica

 

Artisti
Daniela Balsamo, Antonio Bardino, Giovanni Bongiovanni, Simone Bubbico, Emilia Faro, Elisa Zadi, Davies Zambotti

 

 

“Ogni volta che la pressione della nostra complessa vita cittadina fluidifica il sangue e intorpidisce il mio cervello, cerco sollievo nella natura; e quando sento il giallo lamento del coyote all’alba, le mie preoccupazioni mi abbandonano e sono felice”.

 

Hamlin Garland, scrittore statunitense (West Salem, Wisconsin, 1860 – Hollywood, 1940)

 

 

Sarà come fare “un tuffo” nella natura visitare la mostra che verrà inaugurata a Modica sabato 11 maggio dalle ore 19 presso la Galleria SACCA. Paradisìaca, titolo scelto dal curatore Giovanni Scucces, racchiude la visione di un luogo naturale idilliaco, proprio del paradiso, in grado di donare calma, serenità, felicità e pace.
La natura, infatti, ha la capacità di migliorare lo stato d’animo dell’uomo, è in grado di meravigliarci e di suscitare in noi un profondo senso di benessere.
Il rapporto fra uomo e natura è un tema di grande attualità. Tuttavia, sempre più spesso, non se ne parla con accezione positiva, ma per gli effetti nefasti che si manifestano a causa dell’uomo.
Ma è indubbio che tutti noi abbiamo un gran bisogno di riconnetterci con essa. Le aree verdi sono un rimedio contro lo stress. La sensazione di sentirsi connessi con il mondo naturale ci appaga. E secondo alcuni studi, pubblicati dall’American Psychological Association, potrebbe bastare anche la sola visione della natura (semplicemente in foto o video) per ottenere dei benefici. Quindi, pensate un po’ all’effetto che può avere in noi l’incontro fra la natura e il potere terapeutico dell’arte, con la sua capacità di stimolare le aree del cervello deputate alla percezione del piacere ogniqualvolta ci troviamo al cospetto di un’opera che ci ammalia.

Una sensazione che si potrà provare grazie alle opere dei sette artisti invitati: Daniela Balsamo (Palermo, 1970), Antonio Bardino (Alghero, 1973 – Udine), Giovanni Bongiovanni (Augusta, 2001), Simone Bubbico (Torino, 1984), Emilia Faro (Catania, 1976 – Torino), Elisa Zadi (Arezzo, 1979 – Firenze), Davies Zambotti (Torino, 1980 – Milano). Ognuno di loro, all’interno della propria ricerca e in vari modi, ha trattato tematiche legate alla natura. Balsamo crea scenari surreali in cui la natura si riappropria dei suoi spazi. Bardino la celebra esaltandone la bellezza della flora e creando, nell’insieme, dei giardini botanici su tela. Bongiovanni cala nella scena naturale dei ragazzini in azione intenti ad esplorarla o si concentra su prati verdi in cui la presenza dell’uomo può essere solo ipotizzata. Bubbico pone in “simbiosi” uomo e natura attraverso infiorescenze che germogliano da elementi corporei, mentre Faro innalza palme totemiche come simboli spirituali. Zadi si mette a nudo autoritraendosi nell’atto di svestirsi per connettersi appieno con la natura circostante. Infine, Zambotti, con le sue fotografie, ci restituisce una natura trasognata ed eterea, ma anche viva ed estremamente delicata.

Nell’arte, il rapporto uomo-natura si perde nella notte dei tempi, è qualcosa di viscerale. Già parecchie migliaia di anni fa, con le pitture rupestri, e fino ai nostri giorni, l’uomo ha sempre cercato di raffigurare e celebrare la natura in svariati modi.
Nella preistoria venivano rappresentati soprattutto animali e figure umane stilizzati, probabilmente a scopo propiziatorio. Nel mondo antico, con gli egizi prima, i greci e i romani poi, avviene una personificazione della Natura, intesa come manifestazione divina per cui ogni elemento è rappresentato da un proprio Dio. La natura acquisisce sempre maggiore rilevanza, non solo per la fauna, ma anche per la flora. Al di là dei motivi fitomorfi, fiori, piante e alberi vengono rappresentati con sempre maggiore perizia fino a giungere a dei veri e propri giardini.

Nel corso del Medioevo, con la crescente affermazione del cristianesimo, la Natura diventa espressione di un solo Dio e diversi elementi naturali acquisiscono una propria simbologia.
Essa, in quanto frutto della creazione dell’Altissimo, assurge a sinonimo di perfezione e di connessione con Dio e viene simboleggiata in maniera idilliaca dal Paradiso Terrestre.

Con il Rinascimento e l’avvento della prospettiva, la natura funge da ambientazione, fa da sfondo alla scena principale e giunge a una resa più naturalistica.
Ma è solo nel XVII secolo che lo scenario naturale, con la pittura di paesaggio, diventa un genere artistico autonomo.
Nell’Ottocento, con il Romanticismo, la natura diviene specchio dell’interiorità umana. Quindi, essa viene rappresentata perché in grado di suscitare emozioni ed esaltare la sensibilità dell’uomo.
Poi con la seconda rivoluzione industriale il rapporto con la natura muta, entra in gioco la modernità, il progresso. Così fra Ottocento e Novecento, le rappresentazioni diventano via via meno realistiche e più dinamiche. Dapprima con l’impressionismo e le sue variazioni luministiche e cromatiche, poi con la visione geometrica, frammentata e multipla del cubismo, fino a giungere al surrealismo e alla tipica combinazione di elementi reali e fantasiosi che sfociano in ambientazioni oniriche.

Nella società contemporanea è ormai evidente la frattura creatasi fra l’uomo e l’ambiente. L’arte, quindi, deve farsi portavoce sensibilizzando, anche con il bello, l’opinione pubblica. E in questo caso vuole farlo rendendo manifesta la magnificenza della natura, evidenziando il suo legame con l’uomo e inducendo alla riflessione attraverso dei lavori che ci facciano riscoprire questa primordiale, vitale e imprescindibile connessione con la Natura.
Vuole farlo portando il visitatore all’interno di uno spazio, la galleria, in grado di far rivivere questo legame uomo-natura e suscitare delle emozioni. Per far ciò è stata pensata una mostra che richiami l’idea di un piccolissimo Eden, simbolo per eccellenza di giardino primigenio verso cui idealmente volgere.

La mostra, con ingresso libero, potrà essere visitata fino al 28 giugno: dal martedì al sabato secondo i consueti orari di apertura della galleria o previo appuntamento. Per ulteriori informazioni e contatti consultare il sito della galleria d’arte, www.sacca.online.

 

 

“Quando ho bisogno di ricreare me stesso vado in cerca della foresta più buia, della palude più fitta e impenetrabile: qui risiede la forza, la quintessenza della Natura… la vasta, selvaggia, terribile madre di noi tutti, la Natura”.

 

Henry David Thoreau, scrittore e filosofo statunitense (Concord, Massachusetts, 1817-1862)

 

  

Informazioni

SACCA gallery – Via Sacro Cuore 169/A (ingr. da via Fosso Tantillo) – Modica (RG)

Titolo mostra: “Paradisìaca”

Artisti: Daniela Balsamo, Antonio Bardino, Giovanni Bongiovanni, Simone Bubbico, Emilia Faro, Elisa Zadi, Davies Zambotti

Inaugurazione: sabato 11 maggio ore 19

Periodo: Dall’11 maggio al 28 giugno 2024

Curatore: Giovanni Scucces

Apertura al pubblico: dal martedì al sabato ore 16.30 – 19.30 e le mattine di martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle 12.30. Gli altri giorni e fuori orario su appuntamento.

Ingresso libero.

 

Contatti: +39 338 1841981 – info@sacca.online – www.sacca.online

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/sacca.online_gallery/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/sacca.online/

 

 

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AREA DOWNLOAD

  • Di seguito le immagini delle opere in mostra
  • Per tutti gli altri approfondimenti (foto della mostra, rassegna stampa, testi vari su artisti e opere, quotazioni) consulta la pagina dedicata  QUI

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