Descrizione
Gabriele Salvo Buzzanca presenta opere in cui la presenza umana diventa straniante, con esseri turbati, deturpati, svuotati. Si tratta di vittime consapevoli di un mondo e di una società che non ammette debolezze e fallimenti.
Un mondo patinato, dai colori accesi e plasticosi, ci invita a godere delle sue peculiarità; albe e tramonti sempre spettacolari, possibilità infinite di realizzazione, una vita da copertina, immortalità. L’Io primario subisce un processo di riadattamento alla normalità post-umana. Non accoglie l’idealizzazione della vita e dell’uomo del terzo millennio fatta di calcolo, logica, autodeterminazione ed assenza di empatia, espansionismo e manipolazione genetica, dove chi non è adatto ne è escluso dalla partecipazione. Il sangue, come linfa vitale, si manifesta sporcando quelli che sono i prerequisiti necessari per la sopravvivenza nella società futura (uomo perfetto, uomo macchina, uomo Dio).





