Gabriele Salvo Buzzanca, Vaporwine, olio su tela, cm 37,6 x 23,8, 2021

Gabriele Salvo Buzzanca, Vaporwine, olio su tela, cm 37,6 x 23,8, 2021
(opera unica dalla quale è stata tratta la tiratura di 25 esemplari su legno ripresi a mano dall’artista - progetto Artifera, cassette d'artista).   Il titolo, Vaporwine, prende spunto da un sottogenere musicale, la Vaporwawe, che rimodulando frequenze e ritmi anni ‘80/’90, ottiene un effetto di "vaporizzazione" suscitando nell'ascoltatore sentimenti di nostalgia ed evanescenza dell'esistenza. L’artista vuole rimarcare il legame di continuità con una storia millenaria. Davanti a un calice di vino e ai suoi "effetti" si ripete un "rituale" che accorcia le distanze storico-temporali, riducendo le differenze emotivo-sensoriali tra un giovane di Lipari di secoli fa e un cittadino di New York oggi, facendo esperire a entrambi le medesime sensazioni e i medesimi "vapori" che solo l'autenticità del vino può dare.
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Descrizione

Una pittura immediata. Volti turbati rassegnati all’idea che “l’umano”, annullatoda una struttura sociale che non ammette debolezze e fallimenti, stia lentamentesvanendo. Questi volti deformati, maltrattati, non aprono lo sguardo versol’interlocutore, percepito come possibile nuova minaccia e causa di ulterioriturbamenti. Possono sembrare maschere che si difendono dalla società, che siautoemarginano per non subire nuovi traumi; in realtà sono il volto di un umanoperso nel vuoto e nell’ansia della prospettiva di un futuro sempre più incerto,ostico ed emotivamente virtuale.

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