Descrizione
Possiamo comprendere il comportamento degli individui soltanto prestando attenzione alla totalità degli ambienti di cui essi fanno parte.
Lo sviluppo dell’essere umano è legato ad una complessa rete di strutture che comprendono microsistemi fino ad arrivare alla società nel suo insieme. Il nostro continuo adattamento reciproco è sottoposto a mutazioni continue.
Nella Teoria ecologica dello sviluppo umano nasciamo fragili e solo insieme agli altri possiamo guarire, tematica che rende l’essere umano in un’interconnessione più grande con il sistema, poiché la fragilità fa parte del sistema stesso.
Osservando e ispirandoci alla sapienza animale, possiamo comprendere come si stia allontanando dagli esseri umani la naturalezza del rapporto con l’alterità, che sia esso all’interno della stessa specie, quella umana, o ancora di più tra specie differenti.
Una lontananza che isola e impedisce di riconoscersi nei propri simili, di percepire le connessioni con gli altri esseri viventi e con gli ambienti che ospitano la vita; l’essere umano non si percepisce più co-abitante della terra, ma se ne distacca, causando la propria infelicità.
Osservando e ispirandoci alla sapienza di alcune specie di insetti nel costruire il loro ambiente di vita, possiamo fare scaturire domande su come sia il nostro modo di percepire lo spazio che abitiamo e che ospita l’incontro con l’altro.
Questi microcosmi così leggeri, perfetti e fragili spingono alla raccolta, alla custodia, alla narrazione, per trasmettere la meraviglia che il mondo naturale può ancora suscitare; l’opera allora diventa gioiello prezioso, abita il nostro corpo, cerca una vicinanza che possa nutrire ancora la relazione con “l’altro da sé”.






