SACCA XL
  • Alessia Scarso, Maganuco – Startrails con nuvole, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 40×60, 2019

    1,100.00

    Alessia Scarso, Maganuco – Startrails con nuvole, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 40×60, 2019 [tir. 6].

    Richiedibile anche in formato cm 60×90 [tir. 3].

     

    Note sul lavoro

    Alessia Scarso monologa con la notte e con le stelle, invitando a immergersi nell’armonia tra gli elementi astronomici e lo scenario terrestre, cantando nostalgicamente a un cielo stellato che diventa sempre meno visibile a causa dell’opera umana. Le sue fotografie e videoproiezioni danno vita ad un viaggio contemplativo nel tempo, nella notte e oltre il visibile collocato in una sorta di Paese delle Meraviglie dove bellezza e dato scientifico dialogano di concerto.

    In un momento storico che vede Uomo e Natura contendersi la supremazia sulla Terra, Alessia Scarso canta il ritorno alla contemplazione come auspicio di pace, chiedendo al Cielo, sede delle grandi domande dell’Uomo, il conforto di accedere allo stato di incanto e meraviglia.

  • Alessia Scarso, Maganuco – Tempesta di fulmini sul Mediterraneo, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 34×60, 2020

    1,250.00

    Alessia Scarso, Maganuco – Tempesta di fulmini sul Mediterraneo, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 34×60, 2020 [tir. 6].

    Richiedibile anche in formato cm 55×100 [tir. 3].

     

    Pubblicazione EPOD (Earth Science Picture of the Day), servizio di divulgazione scientifica curato dalla Earth Science Division della NASA e dall’EOS Project Science Office presso il Goddard Space Flight Center, in collaborazione con il consorzio Universities Space Research Association (USRA).

  • Alessia Scarso, Tindari – Sorpresa sul Tirreno, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 100×150, 2021

    3,300.00

    Alessia Scarso, Tindari – Sorpresa sul Tirreno, stampa fine art giclèe su carta Hahnemuhle Museum Etching, cm 100×150, 2021 [tir. 3].

    Richiedibile anche in formato cm 20×30 [tir. 6].

     

    Pubblicazione EPOD (Earth Science Picture of the Day), servizio di divulgazione scientifica curato dalla Earth Science Division della NASA e dall’EOS Project Science Office presso il Goddard Space Flight Center, in collaborazione con il consorzio Universities Space Research Association (USRA).

  • Andrea Palamà, Lupi solitari, acrilico su tela, cm 60×40, 2021

    850.00

    Andrea Palamà, Lupi solitari, acrilico su tela, cm 60×40, 2021

     

    Note sulla ricerca artistica.

    La sua ricerca nel campo delle arti visive ha come oggetto un’idea di paesaggio che non è rappresentazione del mondo, ma un tentativo di dipanare, attraverso il linguaggio della pittura, il racconto di un possibile universo interiore. Il suo processo creativo si basa una progressiva sovrapposizione di livelli pittorici differenti che danno forma alla scena in modo non preordinato, come una sorta di orogenesi del paesaggio, e in cui la presenza umana evoca una dimensione narrativa. Le opere diventano tappe di un viaggio attraverso territori estranei e talvolta ostili della pittura, un percorso di ricerca e smarrimento personale.

  • Andrea Palamà, Sistema binario, acrilico su tela, cm 60×40, 2022

    850.00

    Andrea Palamà, Sistema binario, acrilico su tela, cm 60×40, 2022

     

    Note sulla ricerca artistica.

    La sua ricerca nel campo delle arti visive ha come oggetto un’idea di paesaggio che non è rappresentazione del mondo, ma un tentativo di dipanare, attraverso il linguaggio della pittura, il racconto di un possibile universo interiore. Il suo processo creativo si basa una progressiva sovrapposizione di livelli pittorici differenti che danno forma alla scena in modo non preordinato, come una sorta di orogenesi del paesaggio, e in cui la presenza umana evoca una dimensione narrativa. Le opere diventano tappe di un viaggio attraverso territori estranei e talvolta ostili della pittura, un percorso di ricerca e smarrimento personale.

  • Andrea Palamà, Stella Maris, acrilico su tela, cm 30×40, 2023

    640.00

    Andrea Palamà, Stella Maris, acrilico su tela, cm 30×40, 2023 (con cornice come in foto)

     

    Note sulla ricerca artistica.

    La sua ricerca nel campo delle arti visive ha come oggetto un’idea di paesaggio che non è rappresentazione del mondo, ma un tentativo di dipanare, attraverso il linguaggio della pittura, il racconto di un possibile universo interiore. Il suo processo creativo si basa una progressiva sovrapposizione di livelli pittorici differenti che danno forma alla scena in modo non preordinato, come una sorta di orogenesi del paesaggio, e in cui la presenza umana evoca una dimensione narrativa. Le opere diventano tappe di un viaggio attraverso territori estranei e talvolta ostili della pittura, un percorso di ricerca e smarrimento personale.

  • Calogero Arcidiacono, Cera una volta, tecnica mista su carta intavolata, legno dipinto, ottone, gesso, cere varie, cm 5×17×17, 2021

    375.00

    Calogero Arcidiacono, Cera una volta, tecnica mista su carta intavolata, legno dipinto, ottone, gesso, cere varie, cm 5×17×17, 2021

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Le opere sono immerse in una dimensione onirica che comunica una sensazione di eventualità. Con il suo lavoro l’artista vuole accompagnare il fruitore verso nuovi scenari, in mondi accidentali. I materiali e le tecniche utilizzate hanno sempre un forte richiamano alla tradizione per poi dirottare tuttavia verso una chiave interpretativa sperimentale.

  • Calogero Arcidiacono, Mare nero (part.), stampa laser su carta 220g, cm 10×15, 2024, tir. 15 esemplari

    30.00

    Per l’occasione, legati all’opera presentata per Welcome to Paradise, sono stati realizzati tre lavori a tecnica mista di cm 35×100 e delle grafiche di cm 10×15 riprendenti dei particolari delle opere precedenti e stampate in 15 esemplari per tipo numerati e firmati dall’artista.

    Li trovi disponibili in galleria e online.

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

  • Calogero Arcidiacono, Mare nero, ceramica, vetro, nylon, dimensioni variabili cm 600x100x5 circa, 2024

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

  • Calogero Arcidiacono, Mare nero, inchiostri, acidi e grafite su cartoncino, cm 35×100, 2024

    320.00

    Per l’occasione, legati all’opera presentata per Welcome to Paradise, sono stati realizzati tre lavori a tecnica mista di cm 35×100 e delle grafiche di cm 10×15 riprendenti dei particolari delle opere precedenti e stampate in 15 esemplari per tipo numerati e firmati dall’artista.

    Li trovi disponibili in galleria e online.

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

  • Calogero Arcidiacono, Verso altri Porti, tecnica mista, gesso, mogano, ottone, lana, cm 44×53,5×19, 2019

    750.00

    Calogero Arcidiacono, Verso altri Porti, tecnica mista, gesso, mogano, ottone, lana, cm 44×53,5×19, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Le opere sono immerse in una dimensione onirica che comunica una sensazione di eventualità. Con il suo lavoro l’artista vuole accompagnare il fruitore verso nuovi scenari, in mondi accidentali. I materiali e le tecniche utilizzate hanno sempre un forte richiamano alla tradizione per poi dirottare tuttavia verso una chiave interpretativa sperimentale.

  • Chiara Sorgato, Come ti fai prendere la mano, olio su tela, cm 56×50, 2015

    1,900.00

    Chiara Sorgato, Come ti fai prendere la mano, olio su tela, cm 56×50, 2015

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Il suo lavoro pone principale attenzione sui fenomeni sociali e sull’atteggiamento umano nel suo essere sociale. Negli ultimi anni alla sua ricerca ha affiancato lo studio dei dati statistici, un connubio insolito tra pittura, data analysis e data visualization, al fine di offrire ai fruitori, non solo un punto di vista individuale, ma un dato di fatto confermato dal dato statistico. Nel complesso la sua ricerca è una riflessione sul potere, sulle fallacie umane e sui legami, spesso diseguali, tra parti o tra ragione e necessità.

    Biografia breve

    Padova (1985). Diplomata nel 2004 al Liceo Artistico Amedeo Modigliani di Padova. Diploma di I livello in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2010.
    Nel 2012 è assegnataria di una residenza d’artista presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia. Vive e lavora a Milano.

  • Chiara Sorgato, La mente suprema, olio su tela, cm 80×100, 2019

    3,250.00

    Chiara Sorgato, La mente suprema, olio su tela, cm 80×100, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Il suo lavoro pone principale attenzione sui fenomeni sociali e sull’atteggiamento umano nel suo essere sociale. Negli ultimi anni alla sua ricerca ha affiancato lo studio dei dati statistici, un connubio insolito tra pittura, data analysis e data visualization, al fine di offrire ai fruitori, non solo un punto di vista individuale, ma un dato di fatto confermato dal dato statistico. Nel complesso la sua ricerca è una riflessione sul potere, sulle fallacie umane e sui legami, spesso diseguali, tra parti o tra ragione e necessità.

    Biografia breve

    Padova (1985). Diplomata nel 2004 al Liceo Artistico Amedeo Modigliani di Padova. Diploma di I livello in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2010.
    Nel 2012 è assegnataria di una residenza d’artista presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia. Vive e lavora a Milano.

  • Chiara Sorgato, Mangia e godi, olio su tela, cm 54×38, 2017

    1,650.00

    Chiara Sorgato, Mangia e godi, olio su tela, cm 54×38, 2017

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Il suo lavoro pone principale attenzione sui fenomeni sociali e sull’atteggiamento umano nel suo essere sociale. Negli ultimi anni alla sua ricerca ha affiancato lo studio dei dati statistici, un connubio insolito tra pittura, data analysis e data visualization, al fine di offrire ai fruitori, non solo un punto di vista individuale, ma un dato di fatto confermato dal dato statistico. Nel complesso la sua ricerca è una riflessione sul potere, sulle fallacie umane e sui legami, spesso diseguali, tra parti o tra ragione e necessità.

    Biografia breve

    Padova (1985). Diplomata nel 2004 al Liceo Artistico Amedeo Modigliani di Padova. Diploma di I livello in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2010.
    Nel 2012 è assegnataria di una residenza d’artista presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia. Vive e lavora a Milano.

  • Cristina Gardumi, Cheerleader 1, inchiostro, caffè e gouache su quadernone a righe di prima, cm 42×29,5, 2023

    700.00

    Cristina Gardumi, Cheerleader 1, inchiostro, caffè e gouache su quadernone a righe di prima, cm 42×29,5, 2023.

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Qualunque sia il supporto (carte, foto, tessuti), l’artista immagina i suoi personaggi come attori in scena. Sono uomini e animali insieme perché lo zoomorfo rappresenta per lei la sintesi del vivente, una specie di archetipo che in sé ha l’essere umano, l’unica creatura che conosce la colpa e la nomina, e l’animale, l’innocente per eccellenza.

    La nostra memoria collettiva riconduce le persone-animali invariabilmente al mondo dell’infanzia e della favola e l’adulto tende a classificare questo tipo di opera come “illustrazione per bambini”; la Gardumi cerca di sfruttare questo  linguaggio familiare usandolo in modo insolito, a volte straniante o ambiguo.

  • Cristina Gardumi, Io, inchiostro e gouache oro su cotone, cm 120×68, 2017

    1,400.00

    Cristina Gardumi, Io, inchiostro e gouache oro su cotone, cm 120×68, 2017.

    Note sulla ricerca artistica.

    Qualunque sia il supporto (carte, foto, tessuti), l’artista immagina i suoi personaggi come attori in scena. Sono uomini e animali insieme perché lo zoomorfo rappresenta per lei la sintesi del vivente, una specie di archetipo che in sé ha l’essere umano, l’unica creatura che conosce la colpa e la nomina, e l’animale, l’innocente per eccellenza.

    La nostra memoria collettiva riconduce le persone-animali invariabilmente al mondo dell’infanzia e della favola e l’adulto tende a classificare questo tipo di opera come “illustrazione per bambini”; la Gardumi cerca di sfruttare questo  linguaggio familiare usandolo in modo insolito, a volte straniante o ambiguo.

  • Cristina Gardumi, Talete, inchiostro, caffè e gouache su carta velina, cm 90 x 110, 2018

    2,000.00

    Cristina Gardumi, Talete, inchiostro, caffè e gouache su carta velina, cm 90 x 110, 2018.

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Qualunque sia il supporto (carte, foto, tessuti), l’artista immagina i suoi personaggi come attori in scena. Sono uomini e animali insieme perché lo zoomorfo rappresenta per lei la sintesi del vivente, una specie di archetipo che in sé ha l’essere umano, l’unica creatura che conosce la colpa e la nomina, e l’animale, l’innocente per eccellenza.

    La nostra memoria collettiva riconduce le persone-animali invariabilmente al mondo dell’infanzia e della favola e l’adulto tende a classificare questo tipo di opera come “illustrazione per bambini”; la Gardumi cerca di sfruttare questo  linguaggio familiare usandolo in modo insolito, a volte straniante o ambiguo.

  • Demetrio Di Grado, Saper accettare, collage e spray su muro, cm 200×200, 2024 (disponibili grafiche autenticate dell’opera)

    130.00220.00

    SAPER ACCETTARE – TOLLERANZA

    Opera di Demetrio Di Grado presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    (l’opera rimarrà in dono alla città che in questo modo potrà ammirarla anche successivamente).

    Inoltre per l’occasione è stata realizzata anche una stampa grafica del murales modicano disponibile nei formati di cm 30×40 e 50×70. Puoi acquistarla in galleria a Modica o nel nostro sito.

     

    Negli anni ’50 il ruolo della donna era ben definito dalla cultura e dalle convenzioni sociali.
    Una donna aveva ruoli ben precisi, madre, casalinga, cuoca, angelo del focolare domestico.
    Un ruolo servile nei confronti del marito, capo di famiglia e che meritava rispetto dalla donna, il cui ruolo era appunto quello di assecondarlo e renderlo felice. Sebbene molti progressi siano stati fatti dagli anni Novanta, secondo le Nazioni Unite, nessun paese ha ancora raggiunto la completa parità di genere, anche se alcuni sono più vicini di altri.

    L’empowerment femminile continua ad essere cruciale per superare ostacoli come la discriminazione sul posto di lavoro e la disparità salariale. Anche le molestie e la violenza di genere sono, purtroppo, ancora una realtà estremamente concreta per tante donne nel mondo, come lo sono le discriminazioni date da leggi poco inclusive.

    E Come afferma Papa Francesco: Nei fatti la pari dignità della donna non viene riconosciuta!
    Molte le donne sfruttate ed emarginate, vittime di abusi,  ma non dobbiamo privare le donne “della loro voce”. Il Papa sottolinea come a parole tutti si dicano d’accordo “che uomini e donne hanno pari dignità come persone”, nella pratica, però, “questo non accade”.

    Il messaggio sugli occhi, oltre che censura, è cifra stilistica e firma #DEMETRIODIGRADO

    “accettare” :
    è comprendere che quando reagiamo con dolore o disagio ad un comportamento, non possiamo cambiarlo ma solo osservarlo, prenderne atto e muoverci di conseguenza.

    “Saper accettare”:
    è anche un primo passo verso la tolleranza, purtroppo!

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, I sogni non sono mai come li proietti, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, I sogni non sono mai come li proietti, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Impassibile, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Impassibile, collage analogico, cm 29,7×21, 2019 (opera unica).

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Mi nutro di fastidio, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, “Mi nutro di fastidio”, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Ossessione _ ingranaggi della nostalgia, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Ossessione _ ingranaggi della nostalgia, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Questo domani, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Questo domani, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Tradire la stabilità, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

    500.00

    Demetrio Di Grado, serie Ricominciare dalla fine, Tradire la stabilità, collage analogico, cm 29,7×21, 2019

     

    Note sulla ricerca artistica.

    Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente. Occhi che parlano. La sua firma.

    Serie RICOMINCIARE DALLA FINE – 2019

    È una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico e architettonico in cui uomini, donne, bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse siano, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro. «Un’architettura talmente illogica da sconvolgere, paradossalmente, per coerenza e attaccamento alla realtà innescando un corto circuito tra ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto per mezzo di altri. Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo sguardo verso un mondo tutto da ri-costruire.»

    Francesco Piazza

  • Francesco Cuttitta, Autoritratto con visione, olio su tela, 100×75 cm, 2021

    2,100.00

    Francesco Cuttitta, Autoritratto con visione, olio su tela, 100×75 cm, 2021

     

    NOTE SULLA RICERCA ARTISTICA

    L’umanità, la psicologia, la realtà e la bellezza sono l’oggetto della sua ricerca visiva. Osserva attentamente ciò che lo circonda analizzando le persone e i loro comportamenti e cercando di catturare i momenti salienti di ogni scena. Un’immagine può raccontare un’intera storia. La realtà è lì, in bilico tra semplicità e astrazione. Ogni immagine ha un flusso focale quasi fuori controllo, dove l’occhio vaga in profondità. Linee immaginarie attraversano immagini complesse. I colori sono forti, brillanti e spesso creano una tensione cromatica. I dettagli sono accurati e convincenti, invitando lo spettatore a un viaggio nell’immaginazione. L’intento è indurre alla contemplazione e all’immaginazione, in un mondo sopraffatto dalle immagini, dalle notizie e dalle pubblicità dei social media onnipresenti. La contemplazione come mezzo per trovare la calma e il senso dello scopo. L’immaginazione come valore, un incontro creativo e piacevolmente imprevedibile tra l’artista e lo spettatore.

  • Francesco Cuttitta, Sara Garraffa disegna il numero 8, olio su tela, cm 47,5 x 63,5, 2023

    1,350.00

    Francesco Cuttitta, Sara Garraffa disegna il numero 8, olio su tela, cm 47,5 x 63,5, 2023

    NOTE SULLA RICERCA ARTISTICA

    L’umanità, la psicologia, la realtà e la bellezza sono l’oggetto della sua ricerca visiva. Osserva attentamente ciò che lo circonda analizzando le persone e i loro comportamenti e cercando di catturare i momenti salienti di ogni scena. Un’immagine può raccontare un’intera storia. La realtà è lì, in bilico tra semplicità e astrazione. Ogni immagine ha un flusso focale quasi fuori controllo, dove l’occhio vaga in profondità. Linee immaginarie attraversano immagini complesse. I colori sono forti, brillanti e spesso creano una tensione cromatica. I dettagli sono accurati e convincenti, invitando lo spettatore a un viaggio nell’immaginazione. L’intento è indurre alla contemplazione e all’immaginazione, in un mondo sopraffatto dalle immagini, dalle notizie e dalle pubblicità dei social media onnipresenti. La contemplazione come mezzo per trovare la calma e il senso dello scopo. L’immaginazione come valore, un incontro creativo e piacevolmente imprevedibile tra l’artista e lo spettatore.

  • Franco Fratantonio, Immersione 027_1, grafica e pastello, cm 29×21, 2022

    250.00

    Franco Fratantonio, Immersione 027/1, grafica e pastello, cm 29×21, 2022

    Specifiche: stampa fine art giclée su carta Hahnemühle con una battuta calcografica e ritoccata interamente a pastello.

    Tiratura IV/XXV

     

  • Franco Fratantonio, Immersione 028_1, grafica e pastello, cm 29×21, 2022

    250.00

    Franco Fratantonio, Immersione 028/1, grafica e pastello, cm 29×21, 2022

    Specifiche: stampa fine art giclée su carta Hahnemühle con una battuta calcografica e ritoccata interamente a pastello.

    Tiratura IV/XXV

  • Franco Fratantonio, Visione 001, incisione e pastello, matrice cm 18,5×39, foglio cm 28,5×49, 2019

    400.00
    Autore: Franco Fratantonio
    Titolo: Visione 001
    Tecnica: Incisione calcografica ad acquaforte, collografia e acquatinta a più colori su matrici di zinco.
    Ciascun esemplare è stato impreziosito dall’autore con piccoli ritocchi a pastello
    Dimensione matrice: 18,5 x 39 cm
    Dimensione foglio: 28,5 x 49 cm
    Anno di edizione: 2019
    Tiratura: 1/30 esemplari in numeri arabi,1/5 prove d’autore
    Esemplare: 24/30
    Edizione limitata realizzata nel rispetto della tradizione artigiana delle​ ​tecniche calcografiche. Matrici di zinco incise dall’artista​;​ tiratura eseguita dal tecnico incisore Loredana Amenta presso la Stamperia d’Arte AMENTA incisioni di Scicli; processo di stampa realizzato a mano mediante Torchi Calcografici a stella su carta cotone incisioni bianco caldo da 310 gr/mq. Ciascun esemplare è numerato e firmato a lapis dall’Artista che ne certifica​ ​l’autenticità.
    Si attesta l’avvenuta biffatura delle matrici.

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