weloome to paradise
  • Calogero Arcidiacono, Mare nero (part.), stampa laser su carta 220g, cm 10×15, 2024, tir. 15 esemplari

    30.00

    Per l’occasione, legati all’opera presentata per Welcome to Paradise, sono stati realizzati tre lavori a tecnica mista di cm 35×100 e delle grafiche di cm 10×15 riprendenti dei particolari delle opere precedenti e stampate in 15 esemplari per tipo numerati e firmati dall’artista.

    Li trovi disponibili in galleria e online.

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

  • Calogero Arcidiacono, Mare nero, ceramica, vetro, nylon, dimensioni variabili cm 600x100x5 circa, 2024

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

  • Calogero Arcidiacono, Mare nero, inchiostri, acidi e grafite su cartoncino, cm 35×100, 2024

    320.00

    Per l’occasione, legati all’opera presentata per Welcome to Paradise, sono stati realizzati tre lavori a tecnica mista di cm 35×100 e delle grafiche di cm 10×15 riprendenti dei particolari delle opere precedenti e stampate in 15 esemplari per tipo numerati e firmati dall’artista.

    Li trovi disponibili in galleria e online.

    MARE NERO
    Opera di Calogero Arcidiacono presentata in collaborazione con Galleria SACCA per Welcome to Paradise 7, Modica 2024.

    “Il Mediterraneo… è un enorme cimitero dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, così a venire seppellita è solo la dignità umana”.
    “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”

    In entrambe le riflessioni il Papa pone l’indagine su due realtà molto presenti oggi, accomunate dalla condizione della morte.

    L’opera ha dunque una doppia valenza, dal punto di vista formale si articola come un tappeto, una pavimentazione ceramica, e grazie alla sperimentazione di quest’ultima appunto, riflette sul tema dell’inquinamento, rappresentando questo mare che cambia le sue caratteristiche naturali diventando nero, pieno di corpi estranei, un ammasso indefinito di cose, ammorbato dal “nulla”.

    Di contro evidenzia una lettura metaforica, il mare nero è l’ignoto, il buio, l’insicurezza e il pericolo che puntualmente vivono le persone costrette a dover abbandonare la propria terra in cerca di salvezza.

    Quindi è un omaggio a tutte quelle persone che in quel mare ci hanno perso la vita, l’ammasso indefinito di cose si trasforma allora in frammenti di vita, cocci di memoria ormai distrutta.

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