Elisa Zadi, Il tempo perduto I, olio e pigmento su tessuto, cm 150×110, 2023 (serie Tempo Perduto)

Elisa Zadi, Il tempo perduto I, olio e pigmento su tessuto, cm 150×110, 2023 (serie Tempo Perduto)

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Elisa Zadi, Il tempo perduto I, olio e pigmento su tessuto, cm 150×110, 2023 (serie Tempo Perduto)

Nelle sue opere la connessione fra uomo e natura è evidente sotto molteplici aspetti. I corpi di ragazza presenti all’interno delle opere sono degli autoritratti. Nel susseguirsi delle sue opere esposte è possibile vedere il passaggio da un cammino su un territorio inesplorato, alla riflessione sulla realtà odierna caratterizzata da un continuo cambiamento e da una condizione di precarietà, per giungere all’esplorazione del concetto di rinascita e trasformazione che conduce a una crescita personale e spirituale.

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Note biografiche sull’artista

Elisa Zadi è nata ad Arezzo nel 1979. Si diploma come Maestro d’Arte e successivamente ottiene con il massimo dei voti la Maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte di Arezzo. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma con lode in Pittura. Nel 2010 ottiene con lode il Master di II livello in “Architettura e Arti Sacre” presso l’Università Europea di Roma. Dal 2013 viene segnalata fra gli artisti emergenti nel Catalogo dell’Arte Moderna edito da Mondadori. Dal 2018 collabora con l’Università UEL di Firenze. Attualmente vive e lavora a Firenze.

Il lavoro di Elisa Zadi esplora le questioni della femminilità, dell’identità e dell’appartenenza attraverso l’autoritratto. Il suo percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico.

Fra le principali partecipazioni artistiche si ricorda “Cara Enfanta” a cura di Greta Beccaglia e Marco Palamidessi presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, “Vitamine- tavolette energetiche” a cura di Carlo Palli e Laura Monaldi presso il MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto e Museo Novecento di Firenze, “Looking for Monnalisa” a cura di Valerio Dehò presso Castello Visconteo e Palazzo Broletto di Pavia.

Fra i numerosi Premi si ricorda la selezione al Premio Combat e al Premio Cairo Arte nel 2015, la Residenza Situ Festival #3, Il Premio Limen 2014 e il Premio Casorati nel 2008.

 

Note sulla ricerca dell’artista

Nelle opere di Elisa Zadi la connessione fra uomo e natura è evidente e molteplice sia sotto l’aspetto introspettivo che antropologico e simbolico.

Nelle sue opere c’è la presenza pressoché costante dell’uomo, anzi della donna e con esattezza dell’artista stessa che spesso si autoritrae all’interno di un contesto naturale.

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